Leggende di Natale per Bambini

Per vivere pienamente l’atmosfera natalizia non c’è niente di più bello che far scoprire ai propri bambini le leggende di Natale maggiormente entusiasmanti e ricche di emozioni.

Leggende natalizie

Perchè la magia dei racconti legati in parte alla tradizione ed in parte alle credenze popolari, fanno riscoprire quei valori umani universali che da sempre accomunano i festeggiamenti in onore della nascita di Gesù Bambino.

Le leggende di Natale più belle

La leggenda del vischio

C’era una volta un vecchio e avido mercante, che viveva in un paese tra i monti e non aveva nessun amico. Una notte, non riuscendo a dormire e rigirandosi nel letto senza posa, uscì di casa e vide tantissime persone in cammino.

«Fratello – gli gridarono – non vieni?». “Fratello”, a lui fratello che non aveva fratelli. Era un mercante e per lui esistevano solo chi comprava e chi vendeva; non gli importava chi fossero e che cosa facessero.

Incuriosito si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. “Fratello, – ripeteva dentro di sé – sarebbe stato bello avere tanti fratelli”, ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere il fratello di nessuno. Non lui che aveva sempre sfruttato, ingannato, tradito la povera gente.

Eppure tutti gli camminavano a fianco e gli rivolgevano sorrisi.

Giunti davanti alla Grotta di Betlemme li vedeva entrare l’uno dopo l’altro e nessuno era a mani vuote, nemmeno i poveri; lui soltanto, che invece era ricco, non aveva alcun dono.

Arrivato alla grotta, si inginocchiò: «Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami», e cominciò a piangere senza più smettere.

Alla prima luce dell’alba quelle lacrime, segno di un cuore nuovo, splendettero come perle, in mezzo a due foglioline: fu così che nacque il vischio.

La leggenda delle palline di Natale

Un povero artista di strada, nei giorni seguenti alla nascita di Gesù, si trovava a Betlemme. La notizia della natività era arrivata in ogni dove e lui, come tanti altri, desiderava salutare il Redentore.

Purtroppo non aveva alcun dono da portargli, ma dopo qualche esitazione decise di recarsi ugualmente alla grotta.

Lì davanti gli venne in mente un’idea, fece quello che gli riusciva meglio: il giocoliere. Così, utilizzando delle semplici palline, riuscì a far ridere il bambinello.

Da quel giorno, per ricordarci della bellezza di quelle risate, si appendono delle palline colorate all’albero di Natale.

La leggenda dei bastoncini di zucchero

Tanti e tanti anni fa, un bravissimo pasticciere creò il famoso bastoncino di zucchero a forma di J, per ricordare Gesù alle persone.

Decorato a strisce rosse e bianche, questo dolce di zucchero ha infatti in sé molti significati.

Il caramello, di cui è fatto il bastoncino, rappresenta Gesù come la roccia solida su cui sono costruite le nostre vite. La forma a “J” rappresenta la forma di un bastone da pastore perché “Gesù è il nostro pastore”.

Il colore bianco rappresenta la purezza e l’assenza del peccato. Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare.

La leggenda della renna dal naso rosso

Rudolph, una piccola renna derisa dal proprio branco a causa del suo strano naso rosso, si rivelò di grande aiuto per Babbo Natale.

In una fredda e nebbiosa notte di Vigilia, la slitta si perse non riuscendo più a trovare la strada ma Rudolph grazie al suo naso luminoso rischiarò le strade del cielo aiutando così Babbo Natale a consegnare i regali ai bambini di tutto il mondo.

Da quel giorno, ogni anno, durante la notte della Vigilia, Rudolph si posiziona a capo della slitta per illuminare la strada ai suoi compagni.