Menu di Natale: Pranzo e Cenone Spendendo Poco

Il pranzo di Natale e il Cenone di fine anno rappresentano un appuntamento fisso ed immancabile che, se non preparato con parsimonia, puntualmente si traduce in un consistente spreco di denaro.

Spesso infatti, buona parte delle pietanze che si preparano per le feste, vanno a finire nella spazzatura.

Menu di Natale

Basta qualche piccolo accorgimento per preparare un banchetto coi fiocchi, senza spese eccessive ed evitando gli sprechi.

Prodotti di lusso come caviale, tartufo, pesce fresco, frutti esotici, vini pregiati, champagne, dolci e panettoni sono immancabili sulla maggior parte delle tavole degli italiani, che sempre più spesso preferiscono festeggiare in famiglia piuttosto che andare a mangiare fuori.

Grandi libagioni da gustare in compagnia dei propri cari, da preparare pianificando con attenzione il menu delle feste.

Come preparare il menù natalizio low cost

Pianificare con attenzione il pranzo festivo oppure il cenone per sapere con certezza cosa acquistare, spendendo il giusto, senza eccedere nel numero di portate da preparare.

La cosa migliore da fare è preparare una lista della spesa e fare in modo di rispettarla.

Scegliere poi i luoghi più indicati dove spendere meno nell’acquisto degli ingredienti: hard discount in primis.

Nei mercati rionali poi, sempre rispetto ai negozi tradizionali, su molte cose i prezzi sono più convenienti.

Seguono gli ipermercati e all’ultimo posto dei luoghi dove si può risparmiare per il pranzo di Natale o il cenone di capodanno ci sono i piccoli negozi ai quali è meglio ricorrere solo nel caso in cui qualche specifico prodotto non si riesca a trovare altrove.

Ricordarti di comprare solo quello che serve, privilegiando la qualità: meglio una tavola meno imbandita ma più saporita.

Per evitare che parte di quanto acquistato vada a finire nella pattumiera, meglio non esagerare coi quantitativi.

Controlla poi la data di scadenza dei prodotti acquistati per evitare di ritrovarti con cibi avariati nel giro di pochi giorni.

Per evitare di perdere tempo ricordati che spesso i prodotti prossimi alla scadenza sono riposti in avanti negli scaffali dei supermercati.

Basta prendere quelli che stanno dietro  (sempre controllando l’etichetta), che sicuramente hanno una durata maggiore.

Attenzione alle primizie: sotto le feste i banchi della frutta propongono parecchi frutti esotici a prezzi altissimi.

Meglio acquistare prodotti di stagione sia per risparmiare che per evitare di inquinare ulteriormente l’ambiente.

Le primizie percorrono lunghi viaggi liberando nell’aria gas ad effetto serra ed oltre ad essere meno buone sono anche decisamente più costose.

Puoi anche fare a meno di acquistare panettoni e pandori: basta trovare su internet la ricetta per farli in casa spendendo meno ed avendo inoltre la certezza di averli preparati con ingredienti genuini scelti personalmente.

In alternativa, se proprio preferisci comprarlo confezionato, meglio aspettare l’ultimo momento, quando i prezzi scendono.

Più ci si avvicina al Natale infatti, maggiori sono le probabilità che panettoni e pandori costino meno.

Questo perchè le aziende produttrici e i negozi distributori preferiscono far scendere il prezzo piuttosto che avere delle giacenze su prodotti che si vendono solo in questo determinato periodo dell’anno.

Per brindare poi, in alternativa allo champagne francese ultra costoso, meglio acquistare i nostri ottimi spumanti nazionali che non sono da meno ed hanno un prezzo molto inferiore.

Le porzioni avanzate possono essere surgelate per gustarle in altre occasioni.

Se ci sono avanzi, si possono riutilizzare nella preparazione di altre portate: ad esempio, pandori e panettoni possono essere riutilizzati per creare nuovi dolci.

La frutta può essere riutilizzata nella creazione di marmellate o sciroppi.

Non dimenticare infine, che mentre noi siamo intenti a festeggiare con la tavola imbandita insieme ai nostri cari, c’è un sacco di gente che muore di fame.

Quello che si riesce a risparmiare per le feste può essere dato in beneficenza, aiutando le persone meno fortunate di noi.




Ricordati poi che nell’organizzare il cenone o il pranzo di Natale, ci sono cibi che è meglio evitare.

Non solo per una questione di risparmio ma anche per non inquinare ulteriormente il nostro amato pianeta.

I prodotti provenienti dall’altra parte del mondo infatti, oltre ad essere poco saporiti, costano molto poichè percorrono migliaia di chilometri prima di arrivare sulle nostre tavole.

Il consumo durante le feste di fine anno di prodotti fuori stagione provenienti dall’estero fa aumentare di molto il costo necessario ad imbandire le tavole natalizie.

Senza contare che spesso tali prodotti (per lo più frutti esotici), vengono raccolti ancora semi acerbi per resistere ai lunghi viaggi che dovranno percorrere sopratutto in aereo, liberando nell’aria gas ad effetto serra.

Nonostante ciò sopratutto sotto le feste natalizie, l’incremento di importazione e i relativi costi di frutta straniera continuano a crescere a dismisura.

Per alcuni di questi prodotti, oltre al prezzo abbastanza elevato, non ci sono solo problemi relativi ad inquinamento ambientale ma anche diversi dubbi di carattere sanitario.

In vetta alla classifica dei cibi natalizi più cari e che determinano un maggiore dispendio di energia, ci sono le albicocche provenienti dall’Australia, le ciliegie e le pesche che arrivano dal Cile e i mirtilli prodotti in Argentina.

Ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico, gli asparagi dal Peru’, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall’Egitto.

Classifica completa dei cibi natalizi più cari ed inquinanti

Al primo posto le albicocche provenienti dall’Australia.

Per arrivare sulle nostre tavole percorrono 16.015 chilometri immettendo nell’ambiente 29,3 kg di CO2 per ogni kg di prodotto e consumando 9,4 kg di petrolio per ogni chilo di prodotto.

Al secondo posto le ciliege e le pesche provenienti dal Cile che percorrono 11.970 km, immettono 21, 6 kg di CO2 e consumano 6,9 kg di petrolio al chilo.

Il terzo posto va ai mirtilli argentini con 11.180 km percorsi, 20,1 kg di CO2 immessi e 6,4 kg di petrolio consumati.

Seguono le angurie brasiliane con 9.170 km percorsi, 16,5 kg CO2 immessi nell’atmosfera e 5,3 kg di petrolio consumati per ogni kg di prodotto.

Le albicocche provenienti dal Sudafrica percorrono 8.600 km, producono 15,6 kg di CO2 e consumano 5 kg di petrolio.

Le more che arrivano dal Messico devono affrontare un viaggio lungo 8.319 km, producono 15 kg di CO2 e consumano 5 kg di petrolio.

Gli asparagi peruviani percorrono 7.018 km, producono 12,6 kg di CO2 e consumano 4 kg di petrolio.

I meloni che imbandiscono le tavole natalizie arrivano dal Guadalupe dopo un viaggio lungo 5.440 km, producono 9,8 kg di CO2 e consumano 3,1 kg di petrolio.

I fagiolini che per Natale arrivano dall’ Egitto, percorrono una distanza di 2.130 km, producono 3,8 kg di CO2 e consumano 1,2 kg di petrolio.

Si può evitare di ricorrere a prodotti provenienti dall’altro capo del mondo per realizzare un pranzo o un cenone natalizio eco sostenibile e all’insegna del risparmio.

La voglia di imbandire una gustosa ed originale tavola per la feste di Natale, può essere soddisfatta riscoprendo gli svariati frutti poco diffusi ma appartenenti al made in italy che valorizzano le tradizioni del territorio e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti.

Si possono acquistare ad esempio le mele limoncelle, le pere madernassa, i cachi o i fichi d’India prodotti dagli agricoltori italiani.

Il tutto si traduce in un miglior rapporto qualità prezzo che fa bene al portafogli e contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente.

Quindi risparmio garantito per il menù natalizio, pur riuscendo ad imbandire una tavola in cui si respiri l’aria delle festività e non manchi di nulla.

Un tocco di risparmio ed eco-sostenibilità anche per il pranzo ed il cenone delle feste natalizie di sicuro non guasta.


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